Archivio per Aprile, 2008

REPERTI

Quando ritrovi, sotto uno spesso strato di adesivi l’uno sull’altro, il volto del passato, ma non trascorso o scomparso, una tappa intermedia che non ha mai smesso il suo valore, il sorriso si allarga e le mani si stringono con altre mani, gli abbracci dimostrano che ancora esistono quei corpi, quegli sguardi complici e consolanti, quelle voci che hanno segnato le notti senza lampioni, al semplice segnale di una cicca di sigaretta. Una consistenza che spesso si disperde nelle multiple direzioni dell’ansia quotidiana, del guadagnarsi il respiro ora dopo ora, ma una consistenza che intesse i muscoli e tiene in piedi e che rammenta da dove proviene il timbro della rabbia, lo slancio della lotta.
E’ un’operazione archeologica che esige pazienza e tempo, quello che a volte ci si illude di non avere. Ma la tela del ragno necessita di acume geometrico e dedizione, lasciarsi rapire il respiro e sacrificare notti e salute in onore del futuro. Che è sempre al di là della linea sensuale dell’orizzonte.

Orizzonte

LA PELLE DELL’AMORE

Parlando di nuovo di poesia d’amore, vi do un altro pò di materiale su cui ragionare:

LA PELLE DELL’AMORE

l’amore è sempre lì
che agglomera e distribuisce
che restituisce tasselli di respiro

l’amore che rovina sui giorni
sommergendo fiori e angoli-cottura
salvando solo il cammino della serpe
che ondula il paesaggio

io credo alla pelle dell’amore
che s’alza e s’abbassa nel sonno
che si tende e stacca
per dita a caccia di risposta
a decifrare il culmine della quiete
a vagliare le maglie della rete
che stringe e non strozza

RIFUGI SICURI

RIFUGI SICURI

giorni disidratati
in ritmi scorbuti
tra retorici dispetti
del respiro
le parole scrosciano
a infettare ferite
permanenti

conosciamo già
la piena e sappiamo
rifugi sicuri, la valigia
che resiste la chiusura
e rammenta l’ora
spezzata del dolore

NUOVI VERSI DALLE MARCHE

Nuovi Versi dalle Marche

a cura di
Associazione Alta Fedeltà

In collaborazione con
Associazione Licenze Poetiche

Continuano gli appuntamenti con Saggi Paesaggi - Borghi alti di mare nel borgo medievale di Marano a Cupra Marittima. Sabato 26 aprile alle 17.30 nella pineta Belvedere ci sarà infatti il reading di poesia “Nuovi Versi dalle Marche”, una lettura di versi di alcuni dei più interessanti giovani poeti marchigiani, a cura di Andrea Fontana. I poeti che partecipano alla lettura sono Christian Baleani, Dario Ciferri, Marco Di Pasquale, Daniele Donati e Alessandro Seri.
La lettura è organizzata dalla Provincia di Ascoli Piceno dal comune di Cupra Marittima dall’Associazione “Alta Fedeltà” di Cupra e dal Comitato di Quartiere n° 1, in collaborazione con l’Associazione Licenze Poetiche di Macerata.
Ciascuno dei poeti che partecipano porta avanti in maniera differente l’esigenza di una ricerca poetica che porti verso nuove prospettive letterarie. Una ricerca che riguarda la forma e la sostanza del verso poetico, cercando di raggiungere una musicalità che possa riavvicinare la gente alla forma poesia. La lettura “Nuovi Versi dalle Marche è stata organizzata con la convinzione dell’importanza di portare la poesia in strada, e che un momento fondamentale di crescita poetica e culturale sia rappresentato dalla lettura pubblica.
Questo tipo di iniziative sono organizzate da tempo dall’Associazione Licenze Poetiche, che durante tutto l’arco dell’anno organizzano momenti aperti al pubblico, reading e anche un concorso poetico intitolato Poesia di Strada, giunto quest’anno all’XI edizione.
L’intento dell’Associazione Culturale Alta Fedeltà è di far sì che anche nel nostro territorio possano avere sempre più spazio queste iniziative, come momento di crescita culturale.

Info
www.associazionealtafedelta.org

http://www.licenzepoetiche.it/

RITARDI E STANCHEZZE

Questi giorni sono un pò particolari, hanno un particolare sapore disorientante, e riesco poco a concentrarmi su quello che faccio. Sarà che sono svaniti un pò troppi tasselli essenziali della mia vita concreta, e non sapere dove sedersi a riflettere, a chiacchierare o soltanto a stare serenamente zitti e godersi l’andirivieni del gatto su e giù per la casa…
Ma sto divagando e, a volte, non fa neanche troppo bene. Dicevo che la mia capacità di concentrazione ultimamente lascia un pò a desiderare, e non porto a termine così in fretta come vorrei tante piccole funzioni vitali.
Come leggere un libro che staziona sconsolato da troppi giorni sul comodino. E’ quello che sta succedendo a L’eroe della Manciuria di Richard Condon, ottimo romanzo di fantapolitica, talmente inquietante che, quando ne venne tratto un film, nel 1962, un anno prima dell’assassinio di JFK, alla morte del Presidente, il protagonista Frank Sinatra ne “acquistò” (leggasi sequestrò) tutte le pellicole in circolazione, sconvolto dalla profeticità della storia narrata.
E davvero la fiction ha delle stupefacenti analogie con la Storia: Condon narra le vicende di Raymond Shaw, ragazzo morbosamente introverso e mentalmente ingarbugliato che, catturato dai sovietici durante la guerra di Corea, viene condizionato ipnoticamente affinché si trasformi in un killer preciso e spietato, svincolato da ogni remora morale.
Una storia avvincente, sebbene alla luce dei progressi nel campo psicanalitico si possa facilmente confutare la possibilità di applicare le teorie di Condon, che s’impone all’attenzione del lettore anche per la maestria dello scrittore nel dosare in maniera a volte ardita ricerca psicologica, straniamento e destabilizzazione del punto di vista, iperboli tipiche dei romanzetti western da due soldi e solide ed avvolgenti descrizioni dei personaggi da gareggiare con Hugo o Tolstoj. Certo, non un romanzo perfetto, ma stuzzicante anche per la tematica, e per la spregiudicatezza con cui Condon ci racconta un’America nient’affatto perfetta e moralista, puritana, faro della democrazia che il maccartismo voleva dare a bere al resto del mondo.
Eppure, nonostante questo, ancora non mi trovo a poco più di metà del libro: per la cronaca, la “macchina per uccidere” Raymond si è appena messa in moto, finora l’autore ha costruito un ampio e particolareggiato preambolo in cui delinea i caratteri dei protagonisti, e forse è per questo che sto un pò al palo.
Spero che qualcun altro abbia voglia di leggere questo romanzo e che poi mi racconti la sua esperienza.

NAVIGHIAMO A VISTA

Sarebbe troppo facile sfuggire alle critiche e accusare gli altri di non aver capito il progetto che si stava innalzando, per poi vederlo crollare come una sbilenca Torre di Babele. Si sono volute amalgare troppe voci dissonanti tra di loro, e forse la paura di un comunque inconsistente estremismo ha rifinito il disastro.

Ma non si deve mai disperare. Il futuro ci riserva sempre qualche sorpresa.

Buon viaggio.

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