LA LIBERTÀ È PARTECIPAZIONE?

Non è un semplice sfogo, e non è neanche un’accusa infondata. Non è un attacco premeditato che sfonda come un pugno dritto nello stomaco. La libertà di esprimere non un’opinione, bensì i risultati di un’indagine che, per quanto possa sembrare partigiana, ha i fondamenti della verosimiglianza, la libertà dicevo di esprimere anche il pensiero di una folta schiera bipartisan di persone, non elettori, non consumatori, ma persone che producono un pensiero, che assemblano vite stentatamente quotidiane, la libertà ripeto di parlare, di invocare, di denunciare, di rimproverare, di chiarire e rimestare il torbido che va assolutamente rimestato, la libertà che si afferma anche al di là delle distorsioni che si possono praticare della democrazia che non è più partecipazione di tutti, bensì imbrigliamento in regole che favoriscono coloro che si asservono al sistema, la libertà che si difende con le unghie e con i coltelli se le unghie non sono affilate.
Questo manca: la libertà di dissentire e di non accettare il sistema. E la parola è l’unico strumento che il bavaglio del potere vuole a tutti i costi imprigionare. Che sia parola di giornalista, poeta, intellettuale, scienziato, filosofo, critico d’arte. Purché sia parola che dice e non vela, costrutto che smantella e riedifica. Una nuova vita di idee e suggestioni, di dubbi e confronti, di labirinti traducibili da cui sia facile uscire con rinnovata energia e libertà. Sempre libertà.

non ci sono commenti »

Il tuo commento

HTML-Tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>