Archivio per Gennaio, 2009

CHIUSO A CODICE – ALTRIMENTI

La seconda serata della Tribù ha per tema “La crisi”, argomento tanto discusso in questi ultimi mesi, troppo spesso con conclusioni fuori traiettoria, con una retorica che sfiora la ridicolaggine, senza soprattutto valutare le cause implicite ed estranee al sistema economico-finanziario, cioè tutti gli errori che hanno dato origine fin da dentro il nostro cevello a questo crollo generalizzato. Io, in due tempi, ho scritto questo:

CHIUSO A CODICE
è tutto lì
è nel silenzio
e la stanza
accorcia le pareti
febbrile ma concreto
uno stridore alla radice
del collo tra le vertebre

è tra il fremito dei midolli
di questo funerale di nebbia
chiuso a codice senza spiraglio

è nella gola colma lacera
di buoni propositi e parassiti

alle cinque ci si annega con il tè

* * * * * * *

ALTRIMENTI
sennò si crina la cautela
e si dimentica il mestiere
sennò non si puo’ che vedere
la speranza svampare
nelle linee fredde
dell’oscillazione
sennò la benedizione al futuro
decade nella polvere tra le squame
tutto quel ciarpame nei cassetti
rovi a strappare contratti
e bomboniere riposte a maturare

nella muffa si legge la distanza
di un gesto che tende aiuto

UNA RESA AL RISCHIO

Questo è il primo prodotto dell’edizione 2009 della Tribù dalle pupille ardenti, la nostra bottega artigiana di scrittura a Macerata. Il tema della serata era l’innocenza, insieme al suo eterno contrappunto del senso innato della colpa:

una poesia vegan ci vorrebbe
che sparga orgasmi di fratellanza
sulla dispersione di chiasso
seme al respiro della città:

se ne spremerebbero nuovi arrivi
scalpiccii miocardici
una resa al rischio, senza più
cortili blindati, tolleranza né carezze
appese all’ascolto di un germe

invece fuori si strinano i rami
ad intercetto di cellule
ancora passionali
eretta una corteccia d’attesa
attorno alla matassa di anni
concentrici

LA COSTRUZIONE DI UN AMORE

Ammetto che, da buon sentimentale, è da sempre una delle mie canzoni preferite:

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare

La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole

ed io ci metto l’esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lí
e che non fa male

E ad ogni piano c’è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare

dietro una porta un po’ d’amore
per quando non ci sarà tempo di fare l’amore
per quando vorrai buttare via
la mia sola fotografia

E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

e sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

sono io che guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo l’orizzonte
ci fosse ancora cielo

e tutto ciò mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l’ho fatto per fare
ma era per non morire

si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

la costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare

E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

e sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

sono io che guardo questo amore
che si fa grande come il cielo
come se dopo l’orizzonte
ci fosse ancora cielo

e tutto ciò mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

(Ivano Fossati)

PRIMO COMPLEANNO

Anche se le celebrazioni non mi vanno granché a genio, ieri era un anno dalla prima pagina di questo viaggio.
AUGURI!

“UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA” DI TIZIANO TERZANI

Appena letta l’ultima riga di “Un altro giro di giostra” di Terzani, terminato alle 00.45 di stanotte dopo due lunghi mesi di corpo a corpo protrattosi tra diverse altre letture, ci si sente sollevati dal peso delle 576 pagine del libro, ma si percepisce come un abbandono, quel silenzio che succede all’ultimo soffio di vento prima della quiete, prima del ristagno dell’afa.
Questa è stata una lettura importante, che mi ha accompagnato in un periodo in cui sentivo più pesante il respiro del tempo che passa e sembra non lasciarci nulla in cambio. Da Terzani ho avuto in dono un punto di osservazione più elevato, una sensazione di maggiore leggerezza che ci alleggerisce quando spicchiamo un salto dal trampolino più alto e ci affidiamo alla clemenza dell’aria che ci sostenga e ci preservi.
Un ennesimo libro di viaggio per un viaggiatore incallito. Ma che stavolta ha deciso di esplorare i luoghi dell’Io per distaccarsene definitivamente, senza tristezza né rimpianti o rimorsi, ed avviarsi sul sentiero del Sé che scompare tra i monti, lassù verso la cima, dove ci attende il respiro del cosmo, inteso come universalità che ci avvolge e di cui siamo parte integrante.
Per me, un’occasione per fare anche un po’ di ordine tra tante riflessioni e letture che hanno costellato gli ultimi anni, dall’antropologia alla filosofia, dalla narrativa alle letteratura spiritualistica o new age che dir si voglia, che a volte riesce a non impegolarsi in triti slogans commerciabili. Un prolungato momento di chiarimento intellettuale ed interiore che mi ha aiutato a dimenticare la mia allergia per i libri troppo voluminosi. Naturalmente, un punto di vista disincantato e tutt’altro che “infatuato” della Luce del Cosmo.
Un consiglio di lettura per tutti, un racconto di esperienza umana senza patetismi.

RACCOMANDAZIONI

vaga senza razza
leggi da fabbro
una parola scritta d’aria
a calco del crepuscolo
appena impallidito

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