qui dove l’aria restringe
fino nei vicoli caldi di cucina
ho trovato la luce adatta
abbaglia le proporzioni
ruotando con tempi annuvolati
ho guardato il più che, il meno che
sapendo l’aspro e l’acuminato
radendo sempre al filo di sangue
spegnendo la comunicazione
Evidentemente apparteniamo ad un’altra estetica, ad un’altra etica, e a volte le due coincidono. L’estetica del sacrificio, della bella morte, dell’autoimmolamento per una causa universalmente più importante di noi, per un umanesimo che non è sradicabile dalla nostra indole più profonda. E questo non me l’ha ricordato la società, la politica, la cultura, il dibattito tra le persone, che consolida progressivamente ed inesorabilmente i toni dell’oltranzismo di curva. Piuttosto è stato questo:
Una favola tenera e netta al tempo stesso nel negare ogni forma di violenza bellica nel nome della sopravvivenza di un’umanità cieca fino all’implosione. A volte ricordare l’innocenza dei bambini sanerebbe le lacerazioni degli adulti.
11 novembre 2011 alle 11:34 · Archiviato in Poesia
C’è qua dentro un graffio che lancina occhi e mani. La muffa si sente anche se non riesco a vederla. Sono inciampato ed ho creato un vuoto nel passato che ormai neanche ricordo. Chiudo e apro ritmicamente le palpebre, assaporando la fiamma che mi si spande caustica sui globi oculari. Lassù si percepisce un’ombra scomoda, un pensile che forse oscilla, forse no, ma si direbbe che dell’aria si muova a rischiarare l’oscurità. I polsi ancora si dibattono contro l’acciaio, un metallo arcigno, che non ammette repliche, e non faccio che ferire ogni speranza.
Dopo l’appassionante serata di letture e riflessioni sul fare versi condotta da Massimo Gezzi e Marco Di Pasquale, “INCROCI DI LETTURE – LA PAROLA ALLA SCRITTURA” torna ad occuparsi di narrativa. E lo fa con due scrittori che gravitano nell’ambito della provincia maceratese ma che, per diversi motivi, dimostrano di avere uno sguardo più ampio e aperto, niente affatto provinciale: Adrián Bravi, nato in Argentina ma che vive da moltissimi anni a Recanati, ed il tolentinate globetrotter Francesco Tiberi.
L’appuntamento si ripete come sempre l’ultimo venerdì del mese, in questo caso venerdì 25 No-vembre, negli spazi della Biblioteca Comunale di Montegranaro. I due narratori saranno stimolati dalle note critiche e dagli interventi di Manuel Caprari, che solleciterà il pubblico alla riflessione sui testi che verranno letti durante la serata, tratti, per Bravi, dall’ultimo libro “Il riporto”, uscito quest’anno per la casa editrice Nottetempo, e per Tiberi, dalla sua opera prima “Fumo acre”, pubblicata nel 2010 dalla piccola ed interessante casa editrice marchigiana Montag.
La rassegna “INCROCI DI LETTURE – LA PAROLA ALLA SCRITTURA” è stata ideata da Marco Di Pasquale e curata insieme a Manuel Caprari per l’associazione culturale UMANIEVENTI, ed è organizzata con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Montegranaro e la collaborazione del Direttore della Biblioteca Comunale Enzo Massimiliano Conti.
L’inizio degli eventi è fissato per le ore 21.30; l’ingresso è gratuito.
"Winterreise di Manuel Cohen
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"Digiunare, divorare" di Anita Desai
* * *
"Imperial Bedrooms" di Bret Easton Ellis
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"Effekappa" di Franz Krauspenhaar
Prima o poi inserirò il mio curriculum vitae, anche se odio schedarmi. Mi piace molto di più parlare a braccio della mia vita, dei miei gusti, di tutto ciò cui non riesco a fare a meno. Piano piano riempirò questo ritaglio con qualche notizia. Intanto, potrete leggermi dentro le mie poesie...
ACCETTARE L’INVERNO
il fruscio secco della luce
attraversa ogni ramo
stormisce tra le ciglia
scantonando dietro le pupille
al bordo delle impressioni
un mattino inalato a fondo
raschia di tosse
le traiettorie sbieche
di cori natalizi a tangere la terra
che disfa sotto al gelo
brucia l’attesa in angoli di silenzio
dove accettare l’inverno
…
sulla strada rovina ogni proposito
nessun abside ad accogliere preghiere
volatili come foglie attardate
a stuzzicare il vento