Archivio per Poesia

ABITAVA A CASA DI DIO

La seconda serata della Tribù dalle pupille ardenti aveva un tema difficilissimo, “le verità”, su cui abbiamo discusso a lungo, tanto da non venirne a capo, come d’altronde è giusto che sia. Io, non essendo un grande sostenitore della Verità, e credendo fermamente, quasi fosse verità rivelata, che le molteplici verità che ci somministriamo non basteranno mai a contenere la Verità plenaria, quindi raschiamo il fondo il più possibile, certo, ma senza aspettarci di poterci inghiottire tutto il tesoro; io, dicevo, ho buttato giù questa esile parabola:

In principio era il suono, ed abitava a casa di dio: uno stanzino pulito a dovere, dove dalle finestre sbirciavano, e il suono ne sorrideva, ma amaro, senza calore.
Questo in principio. Ma poi la voce comparve, a disturbare il suono, a sollecitarne reazioni, ordirci del buono e del bello, a tracciare costellazioni e rebus manifesti, troppo. I segni s’accorparono nel libro, a cumuli giù dalle rotative.
A casa di dio non c’era più un soffio di spazio e, spazientito, ci sbotolò qua, bibliotecari con contratto a progetto.

UN LEMBO DI GIORNO

è di maggio il tuo avvilito
lunario delle sventure
che tornano a schiudersi
col piacere a fior di ciglia
di un lembo di giorno
che allaga a valle
tu sottile e incagliato
a rimestare rottami

L’AGENTE PATOGENO

Assolutamente devo tenere a freno la superbia, esercitare ogni muscolo a non esplodere, sebbene mi lusinghi il ruolo strisciante di agente patogeno, al servizio della mente che si accende motrice e spiega le ali planando a volo cerebrale. Mi contengo, anche se amo il mio lavoro, mi tronfio di un compito che svolgo spietatamente e inarrestabilmente, e mi appassiono alle scene strazianti di quei cerebri squagliati dalla Luce, sì, proprio con la maiuscola, che incide un solco di afasia nel quadrangolo quotidiano che inquarta e ci smarrisce il senno. Mi ha pervaso questo strabiliante luccichio di onnipotenza che frizza sottopelle e mi suppone arbitro del gusto, ad elargire sapori ed intuizioni che innalzino e sprofondino nelle vertigini della Verità.
Un agente segreto patogeno, al servizio sgusciante della Verità, a paga ridotta come d’uopo, ma lustro di gratificazioni lustrate da parata populista. Un futuro Presidente da scarrozzo per Viali della Vittoria, imperituto Imperatore del Monopoly.

NEL FRANTOIO DELLE SPERANZE

Ricomincia la Tribù dalle pupille ardenti. Ricomincia per il settimo anno. Ricomincia il giorno della cosiddetta “scoperta dell’America” da parte del caro genovese Colombo. E ricomincia con un tema azzeccato, “Lamerica”, tutto attaccato, in omaggio a Gianni D’Amelio, al sogno americano che pulsa nei cuori di molti, all’utopia che gli americani perseguono, a volte anche a scapito di chi dissente da loro. Alessandro Seri ha studiato un “nuovo” metodo di confronto, o meglio lo regolamentato, grazie anche al supporto di Andrea Ferroni, ben rappresentandolo con il nome “Philosophy for Community”, metodo già sperimentato negli States ed importato in Italia. Naturalmente, se volete sapere in cosa consiste, vi aspettiamo al prossimo appuntamento di lunedì 26 Ottobre, alle 21.15 a Macerata.
Naturalmente, oltre al dialogo la Tribù stimola anche la scrittura ed io, sull’onda delle idee espresse dalla comunità, ho prodotto ciò che segue:

nel frantoio delle speranze
tutto è stato sfruttato
tra le tempie e le mani
se ne suda un buon luogo
a procedere
un gesto avanti e
sempre indietro, all’eruzione
dei sogni primordiali
al risvolto dell’orizzonte
combacia la salvezza
e la carezza delle piogge
all’aroma di riscatto
ad annaffiare le fosse
seminate di futuro

TORNA LA TRIBÙ DALLE PUPILLE ARDENTI!

Inizierà lunedì 12 ottobre, alle 21.15, la settima stagione de “La bottega di scrittura” negli spazi comunali di vicolo Sferisterio.
Diretta da Alessandro Seri, la bottega di scrittura è un percorso creativo rivolto a coloro che leggono e scrivono poesie. Lo scopo degli incontri è di condividere l’esperienza della scrittura focalizzando l’attenzione sul confronto: ogni serata sarà condotta all’insegna di un tema sul quale i partecipanti dovranno prima discutere poi scrivere.
La novità di questa stagione consiste nell’introduzione dell’esperienza della Philosophy for Community (P4C). All’incontro di P4C, che durerà circa un’ora e che precederà ogni incontro di scrittura, è possibile partecipare anche separatamente dal successivo laboratorio di scrittura.
La P4C è un metodo di discussione democratica in cui un filosofo-facilitatore aiuta il gruppo a diventare una comunità di ricerca filosofica attraverso lo sviluppo delle attitudini alla riflessione, all’ascolto reciproco e al pensiero critico, con la convinzione che solo la comune ricerca di una risposta possa condurre a trovare le giuste domande.
Il tema della prima serata del 12 ottobre sarà: Lamerica. Tra gli altri temi previsti nei successivi incontri: Ipocondria; La natura delle cose; Il futuro.

FEDE

A chiedersi un giuramento di fede si perde il ritmo della fiducia, e si chiude la paratia di fronte al ristoro che lo sciacquio del mare può offrirci nel gesto seppur impetuoso della marea d’inverno. La fede non s’arrotonda ad un dito, né costringe in un angolo, neppure assegna un luogo da scaldare e compiere un destino estraneo. Richiamandoci alle modalità rigide dell’ortodossia, la fede è come se ci incatramasse alla sua trappola di occhiate fiduciose, anelanti, e al tempo stesso si soddisfa della conferma di quel che ci impone con stizza da quando ci ha scoccato il maleficio. Pastoie a farci ansimare nel districo delle membra, ma la forza c’è di sgusciarne per poi cautelarsi da nuove lusinghe, eludere l’indagine di ogni parola impertinente. Non ci si giura, bensì ci si assicura gli uni agli altri, anche nel tuffo a precipizio, anche nell’approssimarsi dell’oscurità che incatena le certezze e ci consente soltanto un ormeggio di sguardi fidati.

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