Archivio per Poesia

MANIFESTO ANTIRAZZISTA

Lancio a tutti i lettori di questo blog (che ringrazio per l’affetto che dimostrano nel leggere le cose del matto qui presente) un breve invito a firmare il “Manifesto degli scienziati antirazzisti 2008″, la cui stesura è stata ideata dal Sindaco di San Rossore, dove nel 1938 furono promulgate le leggi razziali fasciste. Il documento è stato redatto e sottoscritto da personaggi importanti e di indubbia intelligenza del panorama culturale italiano e si dimostra un’iniziativa che vale la pena appoggiare, in un periodo di continui proclama contro la mescolanza dei popoli, contro l’apertura e l’accoglienza, contro l’integrazione delle culture che, sebbene siano teorie di difficile e complessa applicazione, sono la struttura portante di una società libera, dinamica e più solida proprio perché multiforme.
Cliccando su questo link, potrete andare sul sito della Regione Toscana dove troverete il Manifesto e il form per poter sottoscrivere anche voi il documento.

Manifesto antirazzista

Manifesto antirazzista

ACULEI

si distribuisce alla linea
del mento il docile e dolente
ricordo di siepi e pietre
che allineano sparute scoprendo
aculei insospetti sui passi
corretti che allunghi

spuntano come funghi i morsi
e rimorsi storici

LA PELLE DELL’AMORE

Parlando di nuovo di poesia d’amore, vi do un altro pò di materiale su cui ragionare:

LA PELLE DELL’AMORE

l’amore è sempre lì
che agglomera e distribuisce
che restituisce tasselli di respiro

l’amore che rovina sui giorni
sommergendo fiori e angoli-cottura
salvando solo il cammino della serpe
che ondula il paesaggio

io credo alla pelle dell’amore
che s’alza e s’abbassa nel sonno
che si tende e stacca
per dita a caccia di risposta
a decifrare il culmine della quiete
a vagliare le maglie della rete
che stringe e non strozza

RIFUGI SICURI

RIFUGI SICURI

giorni disidratati
in ritmi scorbuti
tra retorici dispetti
del respiro
le parole scrosciano
a infettare ferite
permanenti

conosciamo già
la piena e sappiamo
rifugi sicuri, la valigia
che resiste la chiusura
e rammenta l’ora
spezzata del dolore

USCIAMO

Ieri sera, parlando con alcuni amici, è affiorata la difficoltà, incontrata da molti, di scrivere poesia d’amore, e mi è stato chiesto di portare qualche mio esempio, giusto per vedere l’incidenza statistica di questo argomento sulla totalità di quello che scrivo (visto poi che in questi giorni sto sistemando il mio materiale per una abbastanza prossima pubblicazione, ho una maggiore facilità in simili sondaggi). Una delle prime cose che m’è saltata agli occhi, anche se appartenente ad un periodo ormai lontano, è questa, e spero presto vedrò di cacciare dal cilindro almeno un altro paio di cosette:

USCIAMO

si sgorga

come zingari

nelle vie chiassose

si morde il selciato

impallidendo i passanti

con risate fresche e umide

tintinnando nel buio

15 SECONDS OF FAME (!)

Ah… i nostri cari amici volati all’estero…

Cristina Babino

vedi qui il filmato

Un abbraccio, Cri!

Post precedenti »