Archivio per Poesia

UMBERTO PIERSANTI A MACERATA – 11 DICEMBRE 2009

Venerdì 11 Dicembre 2009, ore 18:00

Macerata, Pathos Caffè – C.so della Repubblica

UMBERTO PIERSANTI, TRA ALBERI E VICENDE

Relatore: Marco Di Pasquale – Moderatore: Piermassimo Paloni

ingresso libero

Venerdì 11 Dicembre, alle 18:00, si rinnova al Pathos Caffè di Macerata l’appuntamento con i maggiori esponenti della poesia italiana. L’ospite del giorno sarà infatti uno tra i più importanti poeti marchigiani ed italiani, Umberto Piersanti, che presenterà la raccolta antologica Tra alberi e vicende, pubblicato per i tipi di Archinto editore, curato da Alessandro Moscè, che raccoglie i testi più rappresentativi della produzione dello scrittore urbinate nell’arco di tempo che va dal 1967 al 1990.

A partire da una giovinezza folgorata dalle atmosfere culturali degli anni Sessanta sino ai tornanti politici degli anni Settanta, da cui si innerva un movimento di fuga verso dimensioni e luoghi avvertiti, inusualmente per allora, con un’angolazione soggettiva ed estetica, via via fino alle asperità della malattia e alla riscoperta delle proprie radici mitiche, i versi qui riuniti, coprendo l’arco di un trentennio, restituiscono l’immagine e il percorso di una poesia che, attraverso le sue molteplici scansioni e segmentazioni, sarebbe naturalmente pervenuta alla maturità e pienezza della recente trilogia einaudiana. Così trasportarsi dall’una all’altra raccolta assume il significato di passaggi e spostamenti di atmosfere dentro un ordine vitale, mentre la poesia si fa necessità della vita e insieme sua condizione e misura. Nel dettato del poeta urbinate si osserva la costante iteratività di tre filoni primordiali: la dimensione esistenziale, una percezione intensa dei luoghi e di una natura colta in ogni sua fibra e moto, e insieme una visione della vita avvertita in un’unità di tempo assolutizzata dalla poesia.

La lettura dei testi verrà accompagnata dall’analisi critica di Marco Di Pasquale, poeta e studioso di letteratura contemporanea maceratese, che, insieme con lo scrittore Piermassimo Paloni, guiderà il pubblico in un cammino che attraverserà tutte le sensazioni e le sfumature di senso che la scrittura di Umberto Piersanti può ispirare.

Tra alberi e vicende

Tra alberi e vicende

UN SORRISO RISCOSSO TARDI

e alla fine è arrivato il giorno
dello schianto sulle schiere di piogge
svelte a scollare via le croste
a svegliare la bile che affoca
divelte le sponde a riparare
ormai non resta che infliggere l’umore
stremato di un sorriso riscosso tardi
ormai a stanare fibre e schegge
che sfamino assopendo il livore
che dilaga senza evaporare

PALLIDI DI REDENZIONE

Anche se non ero presente alla terza serata della “Tribù dalle pupille ardenti”, ho voluto dare un contributo sul tema del “LETARGO”, naturalmente conciliandomi con una bella ninnananna:

accomodati nella culla
azzerati sul cuore del nulla
accetta negli arti
un tenue disfarti
è medica la distensione
essere pallidi di redenzione
diventare eccezione alla folla
includendo gesti inerti
come colla della pulsazione
immagina ora una riduzione
a germoglio, dalla noce
alla foglia, appena fuori
sarai  soglia

ABITAVA A CASA DI DIO

La seconda serata della Tribù dalle pupille ardenti aveva un tema difficilissimo, “le verità”, su cui abbiamo discusso a lungo, tanto da non venirne a capo, come d’altronde è giusto che sia. Io, non essendo un grande sostenitore della Verità, e credendo fermamente, quasi fosse verità rivelata, che le molteplici verità che ci somministriamo non basteranno mai a contenere la Verità plenaria, quindi raschiamo il fondo il più possibile, certo, ma senza aspettarci di poterci inghiottire tutto il tesoro; io, dicevo, ho buttato giù questa esile parabola:

In principio era il suono, ed abitava a casa di dio: uno stanzino pulito a dovere, dove dalle finestre sbirciavano, e il suono ne sorrideva, ma amaro, senza calore.
Questo in principio. Ma poi la voce comparve, a disturbare il suono, a sollecitarne reazioni, ordirci del buono e del bello, a tracciare costellazioni e rebus manifesti, troppo. I segni s’accorparono nel libro, a cumuli giù dalle rotative.
A casa di dio non c’era più un soffio di spazio e, spazientito, ci sbotolò qua, bibliotecari con contratto a progetto.

UN LEMBO DI GIORNO

è di maggio il tuo avvilito
lunario delle sventure
che tornano a schiudersi
col piacere a fior di ciglia
di un lembo di giorno
che allaga a valle
tu sottile e incagliato
a rimestare rottami

L’AGENTE PATOGENO

Assolutamente devo tenere a freno la superbia, esercitare ogni muscolo a non esplodere, sebbene mi lusinghi il ruolo strisciante di agente patogeno, al servizio della mente che si accende motrice e spiega le ali planando a volo cerebrale. Mi contengo, anche se amo il mio lavoro, mi tronfio di un compito che svolgo spietatamente e inarrestabilmente, e mi appassiono alle scene strazianti di quei cerebri squagliati dalla Luce, sì, proprio con la maiuscola, che incide un solco di afasia nel quadrangolo quotidiano che inquarta e ci smarrisce il senno. Mi ha pervaso questo strabiliante luccichio di onnipotenza che frizza sottopelle e mi suppone arbitro del gusto, ad elargire sapori ed intuizioni che innalzino e sprofondino nelle vertigini della Verità.
Un agente segreto patogeno, al servizio sgusciante della Verità, a paga ridotta come d’uopo, ma lustro di gratificazioni lustrate da parata populista. Un futuro Presidente da scarrozzo per Viali della Vittoria, imperituto Imperatore del Monopoly.

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