Il primo incontro con l’autore della rassegna “Abbracci di culture” ci ha fatto conoscere il personaggio particolarmente intenso ed appassionato di Gladys Basagoitia, poetessa peruviana ormai da tanti anni in Italia. Gladys arriva in Italia a causa della sua passione civile: viene infatti costretta a fuggire dal Perù perché legata alla protesta studentesca, e si stabilisce definitivamente nel nostro paese, trovando accoglienza ma soprattutto rimboccandosi le maniche per poter sopravvivere. Insieme al figlio conduce una vita travagliata, e la strada percorsa dalla sua poesia riflette appieno queste dificoltà. Ma, alla fine, la necessità di dire, di de-scrivere il proprio mondo emotivo ha avuto la meglio sulla prosaicità dell’esistenza e Gladys ha permesso alla poesia che in precedenza aveva custodito nella sua memoria, di venir fuori e mostrarsi. Da quel momento in poi prende avvio una notevole carriera di scrittrice e di attrice nel teatro politico e di protesta che porta la Basagoitia ad ottenere numerosi riconoscimenti.

Gladys Basagoitia

A Tolentino Gladys viene per presentare la sua ultima silloge, La carne / El sueño, che rappresenta una summa particolarmente intensa di tutta la sua produzione e della sua poetica. Già dal titolo si palesa il rapporto stretto delle due lingue, italiano e spagnolo, che coabitano da “perverse incantevoli cugine” nella mente dell’autrice, ma questo legame, sebbene si dimostri complesso e discontinuo, svela la possibilità mai troppo remota di gettare un ponte tra pelli, culture e modalità di pensiero differenti. Anzi, nel tentativo di rendere universalmente traducibile l’emozione per mezzo di immagini impetuose ed intime al contempo (in sintonia con molta poesia sudamericana), Gladys utilizza la poesia come strumento per dare voce al silenzio che circonda, avviluppa ed impedisce di guardare oltre noi stessi, e ci indica il giusto itinerario attraverso il quale si può giungere alla riconciliazione, alla comprensione dell’Altro. Non a caso la raccolta è costellata da numerosissime dediche che, oltre ad essere attestati di stima ed affetto, restituiscono il senso di un’illimitata volontà di comunicazione, di produrre parola per chiunque desideri aprire un canale di dialogo, nel segno di una dedizione incondizionata agli ideali di giustizia, fratellanza e solidarietà tra gli uomini.

Dopo Gladys Basagoitia, “Abbracci di culture” ospiterà, giovedì 21 febbraio, sempre all’Auditorium della Biblioteca Filelfica, sempre alle 21.30, la scrittrice e performer brasiliana Rosana Crispim da Costa: vi aspettiamo per costruire con voi un altro ponte tra le culture.

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