Seconda “operazione nostalgia”, nel fondo dell’archivio, ma solo perché sento di doverlo alla persona per cui ho scritto questa poesia:

 

brindisi di caffellatte

la mattina dei morti, lo sguardo

sugli amici immaginari

partiti dopo il tramonto

tra le prime stelle:

senza dimenticare il sorriso pudico

di un vecchio dalle orecchie affabili

che raccontava di essermi radice

 

mani di donna sgomitolano

lacrime e ricordi fissandomi le labbra

tessendo racconti che scricchiolano sulla ghiaia

della mattina dei morti, le stelle

ancora lì, sotto il lenzuolo del giorno,

tra le preghiere e le molestie delle epoche

squadernate in pettegolezzi da bar

 

ma tutto può avverarsi, anche l’amore

dagli scheletri storti delle nuvole

della mattina dei morti

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