Dopo un piacevole e doveroso tuffo nel passato, torniamo alla poesia del presente:

 

epoca impoetica questi giorni

solo rime baciate di piatti

adatti al lavello che non specchia

se non un rancore d’acciaio opaco

e persiste l’aria tossica di fritto

dritto tra le mani

su taccuini confusi

 

le muse hanno fatto i bagagli

ciondolano nell’atrio

scandagliando fossili di riviste

sotto la tazza umida di tè

 

di notte ancora incontro le dita

che mi spettinano i pensieri

 

basta rodere l’osso

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