Sono qui. Non esisto. Non esisto perché sono qui. Nella contrazione di giorni caramellati di sole. Sono qui testimone di nulla, fiato che dilata inutilmente. Raccolto di frumento marcio, senza speranza di farina, un pastoio di frivola pula. Un susseguirsi di rotazioni sul proprio asse, tautologiche, superflue. Non si può raccontare, al di là di ogni ragionevole sforzo, l’impercettibile asfissia che sega ogni secondo. Poiché sono qui. Poiché non esisto.

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