Noi ci troviamo nella parola, vi navighiamo, la respiriamo fino ad esserne sazi. Ma spesso non siamo coscienti che essa è artificio, delimitazione afferrabile di oggetti e pensieri: che è arte. Artefatta e artigiana.
Tuttavia, se pure lo sapessimo, vorremmo continuare ad edificare l’artificio, l’edificio in cui amiamo vivere. E chi ne è consapevole, comprende questa necessità ormai neurale, fisiologica di essere avvolti di parola, e riproduce con la poesia il contesto, ciò che circonda il testo e dà ad esso significato solido, tangibile. Il pensiero senza la materia è vuoto, neanche aria che a noi, di solito, serve a vivere.

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