Tirando tutti i fili di confine della nostra libertà, dibattendoci nella trama vischiosa che appccica su occhi e braccia, non facciamo che far scattare tutti gli allarmi e avvertire il padrone che il suo animaletto da compagnia tenta la fuga, s’illude di una scarcerazione inottenibile e allora si assicura che il giogo amplifichi il suo peso, che stenti il respiro alla povera bestia e lo stanchi fino a dissuaderlo da un’insistenza querula e irritante. Proprio perché ogni tentativo non si realizza che raramente, alla fine accade sempre che ci si rimetta accucciati a leccarsi i graffi dei ceppi, a disinfettare la delusione che cicatrizza lentamente e brucia di desideri irrealizzati.

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