Appena letta l’ultima riga di “Un altro giro di giostra” di Terzani, terminato alle 00.45 di stanotte dopo due lunghi mesi di corpo a corpo protrattosi tra diverse altre letture, ci si sente sollevati dal peso delle 576 pagine del libro, ma si percepisce come un abbandono, quel silenzio che succede all’ultimo soffio di vento prima della quiete, prima del ristagno dell’afa.
Questa è stata una lettura importante, che mi ha accompagnato in un periodo in cui sentivo più pesante il respiro del tempo che passa e sembra non lasciarci nulla in cambio. Da Terzani ho avuto in dono un punto di osservazione più elevato, una sensazione di maggiore leggerezza che ci alleggerisce quando spicchiamo un salto dal trampolino più alto e ci affidiamo alla clemenza dell’aria che ci sostenga e ci preservi.
Un ennesimo libro di viaggio per un viaggiatore incallito. Ma che stavolta ha deciso di esplorare i luoghi dell’Io per distaccarsene definitivamente, senza tristezza né rimpianti o rimorsi, ed avviarsi sul sentiero del Sé che scompare tra i monti, lassù verso la cima, dove ci attende il respiro del cosmo, inteso come universalità che ci avvolge e di cui siamo parte integrante.
Per me, un’occasione per fare anche un po’ di ordine tra tante riflessioni e letture che hanno costellato gli ultimi anni, dall’antropologia alla filosofia, dalla narrativa alle letteratura spiritualistica o new age che dir si voglia, che a volte riesce a non impegolarsi in triti slogans commerciabili. Un prolungato momento di chiarimento intellettuale ed interiore che mi ha aiutato a dimenticare la mia allergia per i libri troppo voluminosi. Naturalmente, un punto di vista disincantato e tutt’altro che “infatuato” della Luce del Cosmo.
Un consiglio di lettura per tutti, un racconto di esperienza umana senza patetismi.

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