La seconda serata della Tribù ha per tema “La crisi”, argomento tanto discusso in questi ultimi mesi, troppo spesso con conclusioni fuori traiettoria, con una retorica che sfiora la ridicolaggine, senza soprattutto valutare le cause implicite ed estranee al sistema economico-finanziario, cioè tutti gli errori che hanno dato origine fin da dentro il nostro cevello a questo crollo generalizzato. Io, in due tempi, ho scritto questo:

CHIUSO A CODICE
è tutto lì
è nel silenzio
e la stanza
accorcia le pareti
febbrile ma concreto
uno stridore alla radice
del collo tra le vertebre

è tra il fremito dei midolli
di questo funerale di nebbia
chiuso a codice senza spiraglio

è nella gola colma lacera
di buoni propositi e parassiti

alle cinque ci si annega con il tè

* * * * * * *

ALTRIMENTI
sennò si crina la cautela
e si dimentica il mestiere
sennò non si puo’ che vedere
la speranza svampare
nelle linee fredde
dell’oscillazione
sennò la benedizione al futuro
decade nella polvere tra le squame
tutto quel ciarpame nei cassetti
rovi a strappare contratti
e bomboniere riposte a maturare

nella muffa si legge la distanza
di un gesto che tende aiuto

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