Serata per il futurismo

Serata per il futurismo

Un atrio ritardante di chiacchiere che preludono allo scoppiettio sonoro di nove, dico nove, poeti della modernità che salutano, omaggiano, ingaggiano il futuro ormai passato da cent’anni per rivivere una serata che programma lanci di ortaggi e dileggi di pubbliche e storiche e tipografate poesie futuriste.

Antonio Sommella

Antonio Sommella

Parte arrembante Antonio Sommella, voce stentorea e barba fascinosa, ad inanellare mots français marinettiane, una valanga di idee nomate Manifèste. S’intreccia poi con Alberto Fiastrelli che esplode in un roboante incidente poetico-stradale in dérapages onomatopeici sinusoidi e spericolati. Sopraggiunge e lo scalza Renata Morresi che modula Majakovskij in un’invettiva che sugge dalla barba dei contemporanei la loro staticità deprecata a favore dello slancio nell’ignoto e seducente domani. Immediatamente dopo compare Marco Di Pasquale ad avverare chimismi lirici di Ardengo Soffici e lamentele meccaniche di Luciano Folgore e Farfa, futuristi di seconda e terza onda.

Valerio Marconi

Valerio Marconi

Si inserisce impetuoso Valerio Marconi, giovanissimo e molto promettente, che ci immobilizza alla sedia con  la scoppiettante lettura di un componimento proprio e di un Palazzeschi che si presta all’interpretazione divertente e divertita del nostro.
Si innesta nella serie Lara Lucaccioni che riprende il signor Palazzeschi e conclude con una propria poesia che, partendo da un paesaggio visionario tipicamente futurista, arriva a una critica politica e sociale al periodo attuale.
Prosegue Simone Romagnoli,  che ci diverte coi propri scritti, ironici, surreali e dal finale che ti lascia sempre stupefatto, che passa, poi, la palla infuocata a Gianluca Del Papa, che ci incanta coi suoi giuochi verbali acuti e profondi, proponendoci una lettura piena della sua impetuosa smisurata capelluta fisicità.

Gianluca Del Papa

Gianluca Del Papa

Dulcis in fundo Sonia Tripletta, che ci conduce nel mondo delle invenzioni e dei neologismi di Clebnikov, tra le sue stratificazioni di senso e i suoi sperimentalismi.
La serata ha il suo ultimo fuoco d’artificio in una performance che vede tutti declamare contemporaneamente la poesia che meglio ha rappresentato ogni singola lettura: una babele futurista!

Futurismi

Futurismi

(croniche di Marco Di Pasquale e Lara Lucaccioni)

Annunci