La quinta serata della Tribù dalle pupille ardenti aveva per argomento “L’inquietudine”, tema quanto mai appropriato per i frequentatori della nostra bottega di scrittura. Tutti hanno dato il loro contributo alla definizione del termine inquietudine, delineando sbozzo a sbozzo un’immagine di un sentimento che toglie il respiro ma di cui sembra non riusciamo a fare a meno.
Per me personalmente la sensazione più attinente a quello stato emotivo è la mancanza di respiro che ho cercato di trasferire in questa poesia:

DI LACRIME E D’APNEA

trascorsero alcune decadi

tuttavia ancora tra incudine
e cervello ci sospende
alla spina della schiena
che s’aggomitola sulla latitudine
di tempo sgranellato
e mai sazio

in lumine il sipario a schiudere
distinguerà lamine ed orizzonte
passando goffi ci si animerà
di pianti e d’apnea
lambendone il sapore
le ferite decifreranno

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