Quando il sapore della propria vita cambia acidità, nella sfoglia della pelle che seminiamo lungo la strada ci lasciamo indietro anche quei dispiaceri che abbiamo chiesto infinite volte di cancellare dal diario, come insignificanti indigestioni. Invochiamo un colpo di spugna deciso, che ci recuperi anni e giornate, ormai purtroppo incenerite dal tempo, ma se il vento cambia direzione il respiro sfatica e le nuove missioni appaiono spavaldamente affrontabili. Ora, ci chiediamo se tutto si disegnerà definitivamente come speriamo, se le chiavi che ci si affidano in mano saranno perpetui segnali di una fiducia che il destino ci accorda. Aspettiamo prima di soffiare via i timori, ma almeno ci sediamo più a nostro agio, tra amici e confidenti, a chiederci spiegazioni su come interpretare gli stenti del passato. Fortunatamente, gli occhi non sono vuoti, ci sono tutti coloro che meritano sguardi, lei per prima, uno spiraglio di fresco nell’afa strangolata dei doveri, le dita a contarmi i successi, le buone nuove, le prove eluse e bruciate dietro le spalle. Ora, ordiniamo agli ostacoli di farsi da parte.

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