Sarebbe comprensibile se i momenti di relax servissero a chiudere a chiave lo stipite degli incontri e cadere a faccia in giù in una pozza di calore da non rialzare più lo sguardo, se non richiamati a doveri altrettanto soffocanti. Ma, a quanto pare, tutta questa teoria isolazionista non funziona affatto, e arrivano fin dentro la casa, da sotto i muri, a chiederti un tozzo d’attenzione, una educata sussurrata e lacrimosa questua per sopravvivere alle fatiche di chilometri e chilometri di indagini frenetiche tra un bordo e l’altro delle piastrelle. E se ti azzardi ad impugnare l’unica soluzione, a sbaraccare tavoli e ripostigli, inseguendone l’ombra fuggitiva in ogni angolo, fino a spezzare loro il fiato, alla fine della battuta di caccia ti fissano con i loro occhi neri, con le corazze indifferenti ad ogni tua motivazione, deprecando la tua affannata necessità di quiete. Lì stai attento, non farti impietosire, e premi il grilletto senza pietà.

Le formiche devono annegare nell’insetticida, sennò quando mai riuscirai a debellarle?!?

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