Qualcuno avrà sicuramente pensato che fossi morto. Ma no. Mi sono soltanto annegato nelle priorità dei giorni, ed ogni tanto ne ho cavato qualche soddisfazione che ha reso meno faticoso fiondarmi da un angolo all’altro della provincia, sprofondando anche per un paio di giorni nel mio benedetto Piceno, sempre per lavoro ma anche per abbracciare quei volti che a volte stento quasi a ricordare, quelle mani che però, quando ti si posano su una spalla, sei davvero felice e svuotato da ogni malanimo. Di loro, non vi mostro le foto, che sono soltanto un mio tesoro nascosto e seppellito a metri e metri dalla banalità quotidiana. Ma di quelli con cui ho avuto la fortuna di imbattermi, di quelli sì che vi faccio vedere le foto: il tutto grazie alla radio in cui lavoro ora di cui vi do il link (www.radiolinea.it), caso mai vi andasse di sentirci in streaming, vi avvertirò quando andrò in onda. In qualche modo, forse con la telepatia, forse facendovi prudere la punta del naso.

Con Roberto Giacobbo...

Con Roberto Giacobbo...

... e con Philippe Daverio

... e con Philippe Daverio

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