Anche se non dovrebbe, è sempre più difficile esigere ciò che davvero si vuole. Poiché il masso d’incertezze che sbarra la strada sembra non rovinare via neanche se sfrutti ogni leva e tutta la forza che raccogli in te. Soffocare di modestia alla fine sembra la mossa errata, sembra proprio che così ci si impaurisca anche dell’ovvio, e non si vada poi lontano con un filo d’ossigeno a disposizione. Credere bisogna alla nostra superiorità, alla vista speciale che solo noi possiamo goderci sulla nostra collina. Non per superbia, ma per un onesto riconoscimento del passo più veloce con cui impegnamo la pista su cui tutti ci troviamo a camminare. Non per spocchia, ma per riconoscerci capaci di ritrovare la strada ad ogni escursione nel folto di noi stessi e nell’asperità deserta dell’esistenza. Solo così si guasta la bomba che è pronta allacciata alle nostre speranze. Se giro la chiave voglio ad attendermi soltanto una porta aperta e una strada da divorare.