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Good news oggi a “Perigeo” su Radio Linea alle 18.15.

Non sempre i passi avanti nei diritti civili provengono dai Paesi del Primo Mondo e fa piacere sapere che stavolta la buona notizia venga da uno Stato in perenne conflitto come il Pakistan. Cos’è successo? Il 23 dicembre scorso la Corte Suprema pakistana ha imposto al governo del Paese di adoperarsi per garantire pari diritti civili alle minoranze sessuali che fino ad ora avevano dovuto subire grossi divieti e limitazioni. Per fare un esempio, finora transessuali, travestiti, ermafroditi ed eunuchi non avevano potuto avere le stesse opportunità d’impiego della maggioranza della popolazione, oppure era loro impedito di diventare proprietari di una casa, o peggio ancora erano interdetti all’espressione del voto. Per quest’ultimo caso, si è studiato un metodo ingegnoso per aggirare la legge ancora influenzata da retaggi islamici ortodossi: nei documenti elettorali, alla voce “sesso” dell’elettore, oltre a “maschile” e “femminile” è stata aggiunta la dicitura “tutti gli altri” che, se può indignare noi occidentali, rappresenta un passo avanti importante per il Pakistan e per gran parte dell’Asia.

Trans Pakistan

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