Chiedendomi se sono le cose che scricchiolano al mio fianco o se il cervello si scheggia una volta giunto a vetrificazione, avanzo con le mani estese a succhiare l’aria, se poi mi scontro con le volute dei fiocchi tanto meglio, ne ricaverò un contrasto dissetante sulle fibre lucide degli occhi, tolti ovviamente gli schermi e curate le ciglia appiattite sulla stanchezza di deglutire e non ricambiare, poiché rifrangere senza ringraziare piaga ogni velluto nelle voci altrui e si diventa vecchi sbrindellandosi al vento.

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