Tutto sarebbe stato già pronto, ma non amo ricalcare, e allora mi sono dispiegato  nuovamente, ho ripetuto agli occhi le diverse tipologie di diversivo, poiché il divertente ci sollecita un sollievo che neanche avevamo mai progettato, meno ancora attuato. E quindi, tra i freschi di un’insolito giugno ci siamo inoltrati in un cinema di centro città, ormai periferia delle economie visive, per ricordare, ridendo come bambini, che chi ha dentro la ruvida allegria dell’animale selvatico, scartando i pericoli come birilli alle prove di guida, non può ridipingerla come staccionata da imborghesire, e deve concedersi a se stesso, accettare le regole che i nervi gli assicurano innati. Inutile e dannoso un vestito fuori stagione che non ottiene che ristagni di sudore evitabile. E tra chi indossa il nostro stesso pelo, non occorre che un segno, un gesto che parla agli occhi, collegandoci come pelle che non s’interrompe oltre i corpi.

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