Ricomincia anche quest’anno il vagabondaggio della Tribù dalle Pupille Ardenti, per l’ottavo anno, e si ricomincia dalle radici dell’esistenza e della Costituzione Italiana, che qualcuno si ostina a dichiarare “fondata sul lavoro”. Gianluca, e chi appartiene alla Tribù sa di chi parlo, ci ha incitato ad abbandonare i luoghi rassicuranti poiché comuni della precarietà dell’esistenza e della precarietà come opportunità del divenire, per sposare il furore di una causa che ci coinvolge più o meno tutti. E spero che oltre questo contributo di vita, anche altri abbiano permesso al furore e all’indignazione di manifestarsi liberi e far sì che ci si combini in social catena (ce lo diceva l’avo conterraneo…) pronta a resistere e costringere.

NELL’ACIDO DI VIVERE

non s’appaia cellula a cellula
almeno saranno due mesi, pari
con le schegge di stipendio che
la gerarchia doppiopettoesorriso
elargisce:

«nell’accelerazione sta il segreto
dell’ubiquità delle mani avvezze a smembrare
moltiplicando, le energie»
(neanche un albore si sente di pentimento
o magari una lisciata alla groppa
balsamo senza metabolica sazietà)

durando a bagno nell’acido di vivere
alle vene ho puntato gli occhi
tanto ho fissato da illividire muto
a crudo mi mozzeranno firme e patti
è avvenuto forse avviene in caso avverrà

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