Oggi ritaglio una piccola parentesi per un doveroso omaggio. Oggi la Festa del Cinema di Roma dedica un omaggio alla figura ed ai film di Francesco Nuti, attore toscano che dimostrò di avere una capacità particolare di divertire ed emozionare, con quella sua faccia lunga e scanzonata, con quel sorriso dal fondo un po’ amaro e disincantato, con quella voglia di buttare tutto in burla, ma una burla molto seria, dimostrandosi capace anche di ironia e caustico spirito critico. Molti non capirono, molti derisero, molti denigrarono, e Nuti non la prese bene, entrando in un tunnel che soltanto oggi, dopo una grave caduta che lo portò vicino alla morte, sembra sboccare di nuovo alla luce.
A volte non si fa sufficientemente attenzione a coloro che hanno contribuito alla formazione dei nostri modi, dei nostri atteggiamenti, delle nostre smorfie, relegando le icone pop nel segreto inconfessabile dei ricordi più gelosamente celati, magari poiché questi “modelli” sarebbero impresentabili in società. A me invece preme molto ringraziare, anche se forse non lo saprà mai, Francesco Nuti, per quei film che mi hanno divertito da ragazzino, che mi hanno fatto appassionare ad un certo modo stralunato di interpretare e di vivere la realtà, sempre con un ghigno divertito e distaccato sulle labbra, ma amando e godendo tutto il sapore dei giorni e degli esseri umani con cui ci capita di incrociare in questo grande grande mare.

Grazie, ‘Aruso (‘on la ‘ci’ aspirata…).

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