Se non apri gli occhi, non vedi che oltre il vetro si manifesta un ricordo che da molto non risuscita nei tuoi giorni: la neve posata sulla sabbia, fragilità su fragilità, un’evanescenza moltiplicata dallo scivolamento cauto nelle nuvole riflesse in mare. Le colline dietro sono una cornice scontata, un sussulto mai pari alle onde che arrivano a due pollici dall’inverno che ammanta ogni possibile orma rimasta dalle passeggiate mattiniere. Tutte le pene vengono lentamente livellate, non ne se riconosce neanche il bordo tagliente, e resti con labbra di bambino ad isolarti e succhiare dissennato la sospensione.

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