SUCCESSO A TOLENTINO PER IL PRIMO APPUNTAMENTO DEGLI INCONTRI DI LETTURA E DI LETTORI “LABIRINTI METROPOLITANI – UNO SGUARDO SUL DEDALO”.

Durante la presentazione del gruppo di lettura a cura di Marco Di Pasquale, circa settanta ragazzi dell’Istituto Filelfo hanno scelto i libri da leggere nei prossimi mesi e di cui discutere negli incontri a cadenza mensile che animeranno il Caffè Letterario di Palazzo Fidi.

Si è svolto martedì scorso il primo degli “Incontri di lettura e di lettori” tenuto nell’Istituto Superiore “F. Filelfo”, durante il quale, dopo la presentazione del tema di quest’anno, “Labirinti metropolitani – Uno sguardo sul dedalo”, curata dall’ideatore e coordinatore del progetto Marco Di Pasquale, sono stati scelti i libri che verranno letti nei successivi quattro appuntamenti a cadenza mensile, e sono: “L’uomo duplicato” di José Saramago (22 Febbraio); “Età di ferro” di John Maxwell Coetzee (22 Marzo); “I figli della mezzanotte” di Salman Rushdie (19 Aprile); “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery (24 Maggio). Come d’abitudine, questa prima fase viene affidata ai ragazzi che frequentano il triennio del “Filelfo”, ma è imporante ribadire che le date che si susseguiranno fino a Maggio sono aperte a chiunque voglia gustare un pomeriggio di dibattito e di scambio di opinioni e passioni letterarie.

Il prossimo appuntamento, fissato per martedì 22 Febbraio, alle ore 15.30 nei suggestivi spazi del Caffè Letterario di Palazzo Fidi, vedrà quindi protagonista uno degli ultimi romanzi del Premio Nobel per la Letteratura 1998, il portoghese José Saramago. Presente in molte delle sue opere come leit-motiv della narrazione, l’assurdo esplode in tutta la sua intensità ne “L’uomo duplicato”. Si tratta qui di un assurdo sotto forma di un alter ego, e cioè di colui che nel corso del racconto verrà definito ora come una “follia“, ora una “copia”, ma anche un’”assurdità”, un “doppio“, una “controfigura“, un “sosia“, un “siamese staccato”, un “ripetuto“, in parole povere il “ duplicato“ di un altro uomo. Il protagonista, Tertuliano Máximo Afonso, professore di storia in una scuola Media, si accorge, guardando un film in videocassetta, dell’esistenza di un suo “duplicato“. Si tratta di un uomo del tutto simile, anzi uguale a lui, l’attore António Claro. Il libro, fin dalle pagine iniziali, si sviluppa come un’opera cinematografica che ha nel finale una specie di rivelazione che non fa che confermare l’assurdo iniziale, però moltiplicandolo. La memoria non può che correre al “Sosia” di Fëdor Dostoevskij, ma in questo caso gli stessi elementi sono del tutto sparpagliati, retti tuttavia da una capacità di combinazione stilisticamente impeccabile. Una definizione lampante dell’”Uomo duplicato” viene dalle parole dello stesso Saramago: “sembrava un film di fantascienza, scritto, diretto e interpretato da cloni agli ordini di uno scienziato pazzo”.

Come sempre Marco Di Pasquale farà da catalizzatore e stimolatore degli spunti di riflessione provenienti da chi, avendo letto il libro o solo curioso di partecipare alla discussione, interverrà al laboratorio portando il proprio contributo critico.

 

Incontri di lettura e di lettori - Tolentino - 22 Febbraio 2011

Incontri di lettura e di lettori - Tolentino - 22 Febbraio 2011

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