Strano come tutto si muove con libera oscillazione quando il cuore ha pompato meno della norma e gli occhi friggono al sole delicato di febbraio. Quasi una sensazione di abbandono che ti concede una tregua, sotto i rami che ancora disegnano il cielo in mosaici di vento e tenacia. Ti aspetteresti una estensione allegra della notte, uno squittire delle vie e dei semafori pudichi al tuo passaggio.
Invece il rumore è diverso, scontroso, ti cade in grembo come la frenata di un tir in pieno giubilo. E non puoi che opporre lo sbigottimento delle tre ore scarse di riposo vero di cui puoi vantarti. Proprio un attimo, ma basta a cancellarti la pace, e non sai che il nodo deve ancora serrarsi.

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