Santi che danzano sulle pelli morte non si trovano più, la tramontana li conserva con sensuale puntiglio e quando si aprirà il crepaccio l’errabondo ed il medico girovago scruteranno a lungo senza capire. La voce esulterà ma soltanto per un ritaglio di pomeriggio, attenuando la sorpresa annessa agli sfaccendati accorsi a controllare. Nella morfologia lunare si congiungeranno amori lontani ed il dilaniante sospiro dei vecchi appesi alla morte.
Tutto questo negli occhi mi opprime quando sbarro le palpebre in segno di rifugio, crollando nella tregua che l’ombra di marzo insiste a non concedermi. Roteo fiducioso attendendo il fischio dello sfacelo.

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