Scaduto lo scempio dallo schermo si spellavano le caricature
la noia camminava in accerchio scandendo intorno l’aria di promesse già note.
Il balletto si era placato dissetando milioni e milioni, frustati dal desiderio di fiaba. La sagoma vuota non trovava riccioli a maschera e s’inumidiva il sorriso, protesi ben lustra alla logica della lepre. Ho scelto una bozza di sonno per covare la paura e slabbrare via la tristezza, in cerca di altro mattino.

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