come ogni volta, mi irrito per l’assenza di profondità, senza inabissarsi le cose hanno colori vitrei che stento ad inghiottire. come se fosse una patina che non si vuole asportare, una levigatezza da pagina prima, inviolata e distante. ecco come la superficie ci impedisce di attraversarla, di penetrare nel magma che invece tanto inseguiamo, assetati di pensieri pulsanti.

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