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Quando leggi un autore o autrice di cui non ricordi mai come si scrive il nome non è facile scrivere di questi senza avere il loro libro sottomano. Questo succede con la Szymborska: devo sempre tenerne d’occhio la copertina sennò rischio l’incidente di reputazione, come ad esempio in questo momento. Sto leggendo “Elogio dei sogni”, una raccolta che abbraccia gran parte della esigua produzione della poetessa polacca, esemplandone bene la carica carnalmente simbolica, gli ardui scatti semantici e le immagini che inebriano il lettore, a volte lasciandolo afasico, soffocantemente stupefatto. Si prova come un’invidia, devo confessare, ma anche un senso di distanza, di empireo vertiginoso che non ammette intrusioni, blindati come sono i versi nella loro perfezione. Leggo e rileggo, cercando di mandare a mente il nome complicato ma anche l’affinata ortografia poetica.

SZYMBORSKA - ELOGIO DEI SOGNI

SZYMBORSKA – ELOGIO DEI SOGNI

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