come se si sfaldasse con tutto il reticolo a fogli e briciole
chiedendo la malta sulle unghie, nei nervi, tra i testi
sfaticati che schiattano nelle mani senza cure efficaci
come quando arriverai all’angolo del bicchiere
e noterai nella goccia un volto lungo e apprensivo
senza comprenderne i pensieri e masticherai
il vento nel lontano accadere delle occasioni
come dove quando diverrebbero suoi compagni
a sdentargli la pace, a sotterrargli la pazienza
nel tumulo di ardesia che urla al sole la minuzia
di conservarsi distratto e del tutto incapace
come chi crolla e mi si sfalda nelle retine e niente puoi
più affidargli senza piangere

p.s. i testi esondano ed il muro del blog non è sufficiente al contenimento del magma, che si sparga libero

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