quando ho sentito le pulsazioni elevarsi oltre il rullio dell’autolavaggio, ho sbirciato alla mia destra ed ho trovato un sole di caldo autunno a spegnere le gocce residue di rabbia ed erodere ogni ruga sulla fronte, di accecamento o astrazione. ma poi il sole si è poggiato su due corpi che si scuotevano ed ho riconosciuto le vibrazioni da scrollare lo stomaco ed il sorriso si è spuntato, quasi un ricordo di altri contesti, di quartieri parigini splendenti di povertà, arsi dal disordine. ho sorriso delle differenze che non si potevano ignorare e quasi mi sarei mosso per riallineare quella decadenza, ma in tempo mi sono sfuggiti ed ho fissato lo spazio lasciato nell’aria e forse ho pure dubitato di essere presente nella scena: ho disegnato altri impegni a cui non sottrarmi e piano piano il sole ha trovato pace dietro le nuvole.

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