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Ultima lettura poetica in volume che ho fatto, l’agile e bellissimo libro di Renata Morresi, “Bagnanti”, edito da Perrone. Un libro che parla di esseri umani, gli esseri umani che la poeta osserva e che raccoglie nella posizione liminale dei bagnanti, sul pelo dell’acqua senza essere né immersi né emersi. Questi animali anfibi, ambigui, sono i compagni di viaggio in una realtà in cui risulta arduo l’allaccio di una comunicazione, di un contatto che ci impedisca la sgradevole sensazione di viaggiare in solitudine.
Per questo le poesie di Morresi vanno alla ricerca, in una paziente ed inesausta enquête, scandita dalle quattro sezioni del libro, di una traccia che più di una traccia sia: brandelli di conversazioni (“Trenitalia”), contorni di vecchi mobili sui muri dei vani delle case in vendita (“Vendesi”), brani fossili del passaggio di un’umanità disgregata e lacerata dalle progressive cecità e saturazione dinanzi alle tragedie che accadono intorno ad essa.
Tuttavia, in tutto il libro resiste una tensione a comprendere (in senso etimologico) e a scardinare le barriere, per arrivare al nucleo dell’umanità per riscoprire il battito di quel “cuore comune” che dà ancora senso al nostro esistere.

Renata Morresi - Bagnanti

Renata Morresi – Bagnanti

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