non per ubriacarsi e dimenticare, bensì per splendere di vicinanza al mondo e alle persone, anche a quelle più caramente ruvide, che spalancano il cuore di chi scrive e accendono l’alba dei giorni a seguire. un grazie che sconfina a tutti coloro (alcuni nella foto, altri a cena più tardi) che sabato mi hanno abbracciato e ogni giorno mi svegliano dal silenzio.

Il fruscio secco della luce al Bar Pompei 1848

Il fruscio secco della luce al Bar Pompei 1848

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