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Come avrete visto nel bordo sinistro della pagina, sto leggendo due libri di due autori molto noti. Un’esperienza comunque da provare, con aperto spirito critico. Passi dunque la sciatteria e prevedibilità del romanzo; tuttavia non riesco a fare pace con la poetessa. Avendola solo ascoltata in un reading estivo da queste parti, ed avendone apprezzato la vena leggera e vagamente panico-surrealista, ho comprato “Bestia di gioia”, ricordandone una positiva recensione sul Venerdì. A volte però le delusioni arrivano in controtempo, solo dopo una trentina di testi, sì facili ma anche esili, vagamente denotativi, compendi didascalici di natura, minerale floreale animale, ma senza fiamma, senza scopo, se non quello di dichiarare un grande afflato, un abbraccio con l’universo tutto. Lodevole, per carità, ma miserello…

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