In questo terzo episodio sono protagonisti i versi del maceratese d’adozione Manuel Caprari, uno dei cardini delle associazioni UMANIEVENTI e Licenze Poetiche, ma soprattutto animatore culturale e critico letterario e cinematografico. I suoi molteplici interessi ed attività lo delineano come una personalità poliedrica e curiosa, che riversa nella sua poesia un materiale multiforme e magmatico, accumulando oggetti e visioni che fuoriescono come da squarci del foglio, incuneandosi nel cuore della riflessione del lettore. Il risultato, postmoderno nel senso più crossmediatico e mosaicistico del termine, è un ammaliante discorso continuo che svela la fragilità e la disarmante bellezza dell’esperienza umana cantanta e danzata nella sua irriducibile libertà.

Nastas’ja Filippovna, io vi amo
E non permetterò a nessuno di mancarvi di rispetto
Si stava in treno
La prima volta che ho sentito il vostro nome
Nastas’ja
Le nevi siberiane non competono
Con la tua pelle, pulpito
Di deviazioni laiche e crisi mistiche
Nastas’ja
La vodka appicca il fuoco ai vostri occhi
I nuovi ricchi anelano un tuo bacio
E la tua lingua è pietra smerigliata
Ma Gesù Cristo
Se Cristo porta il peso del suo oro
E non conosce il grido della carne
Sarà soltanto un attimo passato
Nel freddo della morte
Senza dimenticare
Quel che accomuna santi ed appestati
O Maddalena
Di fronte alla tua immagine
L’ingorgo d’intenzioni s’affastella
Sul limine del lobo temporale
Spazzato via da un colpo di pistola
Da un treno che non sa come schivare
L’abisso spalancato dei tuoi passi
L’Apocalisse
Sarà la nostra federa nuziale

* * *

La testa di Battista

Il piede prende forza dalla terra
La danza sale, arriva alla cavezza
E’ come il vino
Che versi ancora caldo dentro il cranio
Io t’ho lasciato
Appena uno spiraglio
E tu m’hai svaligiato
Adesso non ho mani
Né orbite da gravitare attorno
Soltanto i sette veli del tuo inconscio
E le tue cosce
A scivolare contro la mia bocca

* * *

La neve
La prima volta
Ad altri avrebbe fatto un altro effetto
Ma qui la neve non resiste molto
Arriva presto il sole a scioglierla
A casa poi si devono fidare
Io passerò indolore
Per tutte le stagioni
Senza accampar diritti
Su ciò che non è mio

Annunci