Stamattina, alle 11.15, sulle frequenze di Radio Domani, con l’amica e conduttrice del programma del mattino Angela Speca abbiamo ripreso una divertente collaborazione interrottasi più di tre anni fa e ci siamo ritrovati on air per una nuova rubrica, Poesia Domani, che proporrà riflessioni, proposte, letture ed appuntamenti con la scrittura poetica. Per iniziare abbiamo parlato di quale sia il ruolo oggi della poesia e di come essa sia una parola accessibile a tutti, che parla delle sensazioni e delle riflessioni di tutti noi. Partendo da una citazione dal diario di Cesare Pavese («La normalità diventa poesia quando si fa contemplazione, cioè cessa di essere normalità e diventa prodigio»), abbiamo poi dato spazio ad un testo del poeta fermano Massimo Gezzi, che qui riporto:

Gelsi

Hai fatto questo semplice gesto con la mano:
l’hai sollevata fino al volto,
l’hai tesa verso il mio finestrino,
mentre guidavo: ho guardato,
e contro la luce caliginosa
della mattina li ho contati,
otto, otto gelsi a chioma aperta
come la coda di un pavone imbalsamato,
in processione lungo la linea
del nostro sguardo, così perfetti
che per un attimo ho scordato
orari coincidenze
e ho rallentato per capire
come mai di otto alberi in fila si possa dire
“guarda che belli!”, come hai detto,
se loro non decidono di esserlo e tutto
è un avvicendamento senza senso,
o se basta un movimento della mano
e un sorriso per fare di otto alberi
in riga un’illusione di riscatto.

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