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Ieri mattina l’ospite della nostra rubrica su Radio Domani è stata la scrittura di Anna Maria Carpi, di cui vi abbiamo consigliato di leggere il volume “L’asso nella neve”, pubblicato da Transeuropa nel 2011, che racchiude vent’anni di esperienza di poesia. L’autrice è nata a Milano dove ha studiato alla Statale lingue e letterature straniere, tedesco e russo. Ha frequentato l’Accademia di Brera, ha esposto a Milano e a Colonia, e al Museo della Caricatura di Tolentino c’è un suo disegno. E’ stata più volte nella Russia sovietica e postsovietica, ha vissuto a più riprese a Bonn. Ha insegnato germanistica alle università di Milano, Macerata e Venezia. Ha esordito con dei racconti. Seguono quattro romanzi. Dopo il 90 ha dato largo spazio alla poesia. E’ anche autrice di saggi e traduttrice della lirica tedesca contemporanea. Abita nella “casa di sempre”, a Milano, quartiere Magenta. E’ sposata con un architetto. Non hanno figli. E’ anche membro della giuria del “Premio nazionale Monselice” per la traduzione, del “Premio internazionale Wuerth” di Stoccarda e dell’ “Akademie fuer Sprache und Dichtung” di Darmstadt.

Io detesto le artrosi,
e le osteoporosi
vengano agli altri.
Io devo essere sciolta e senza mali.
Per quando andremo in scena:
polvere, assi, quinte,
pubblico fin sotto il palco,
che urla, fischia, si esalta,
vino e panini, bambini che piangono.
Ma io non voglio avere una parte,
né affisso fuori il nome – io non ce l’ho:
come una palla
ruzzolare dentro un istante. Una risata,
e non sanno chi sono.
In mezzo agli altri
voglio anche morire,
senza malanni in mezzo,
inosservata – io non voglio pietà,
non voglio amici –
al terz’atto o alla fine,
come Molière, recitando il malato.
Morire di ciò che ho immaginato

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