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Nuova puntata di Poesia Domani, la diciassettesima, alle 11.10, e nuovo spunto per una gratificante lettura in versi. E parliamo davvero del domani o, almeno, dell’oggi proiettato in avanti, poiché vi presentiamo l’ultimo libro di un bravissimo ed affermato poeta ascolano, il meno che quarantenne Alessio Alessandrini, laureatosi all’Università di Macerata, divenuto insegnante di scuola superiore ed ora residente in un borgo che verrebbe da definire marginale, Monteprandone, ma da cui riesce tuttavia a irradiare la sua voce poetica. Il titolo di questa plaquette, pubblicata dalla marchigiana Italic, è molto particolare, Somiglia più all’urlo di un animale, e come tutta la raccolta prende spunto da un verso di Paolo Volponi: “urlo giusto di pacificazione e gioia, di svelamento e risarcimento”, come detto nelle note editoriali. L’opera si colloca nel cantiere ancora apertissimo della lirica contemporanea con un proprio stile e una cifra personale fondendo e rinsaldando tanti modelli fra loro apparentemente lontani: dal verso esatto e razionale di Valerio Magrelli agli strappi prosastici e tuffi nell’umile quotidiano tipici di Milo De Angelis, unendovi un misticismo che rimanda a poetiche affini come quella di Tomas Transtromer o Yves Bonnefoy.

VENTO

I
Questa bora indecente
che mola senza soste
le vesti precarie degli astanti
fermi automi contaminati,
fino a farli divenire
una voce trasparente:
corpo assente
del guasto
animale.

Quanta boria in questo
vento di niente in niente.

II

Lasciare che tutto si modelli
sedimentato in una folgore
di abbracci dementi,
ricami di fiato ossidato,
lamento inanimato.

III

Dovesse anche abbattersi così
d’amblè e sedare stupito
questo enorme vento irrequieto,
ci sorprenderebbe a contemplare
i nostri resti, muti
gli occhi famelici
ammalati.

Carcasse di belve addormentate
decadono davanti a tanta insolenza
della vita che è stata
e di quanta ne resta.

Alessio Alessandrini - Somiglia più all'urlo di un animale

Alessio Alessandrini – Somiglia più all’urlo di un animale

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