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Ora che le porte della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia si sono chiuse, anche alla luce della mancanza di premi ricevuti e delle diverse accogliente da parte di critica e pubblico, qui a Poesia Domani (come sempre alle 11.15 sulle frequenze di Radio Domani) possiamo parlare dello strano caso dei due poeti più importanti dell’Italia dei due secoli appena trascorsi, Leopardi e Pasolini, che per caso si ritrovano sulla laguna, trasposti su pellicola ripsettivamente da Mario Martone e Abel Ferrara.
Manca ancora un po’ di tempo per poterli vedere al cinema, ma almeno qualche breve ipotesi possiamo farla. Leggendo le impressioni critiche, ci troviamo di fronte ad una controversa interpretazione per quanto riguarda “Il giovane favoloso”, da alcuni ammirato per aver raccontato in modo toccante, con un’interpretazione meditata e sofferta del protagonista Elio Germano, la vita del poeta di Recanati, mentre da altri accusato di aver ridotto una vita tormentata di riflessione assidua ed onestamente coraggiosa ad un carosello di episodi da povero sfortunato essere deforme, incompreso e non amato dai suoi contemporanei, che possano giustificare il genio leopardiano.
Il “Pasolini” di Ferrara invece ottiene giudizi più favorevoli, anche entusiasti, per questo racconto, tra fatti accertati e ricostruzioni verosimili basate sugli aneddoti raccontati dagli amici, degli ultimi tre giorni del poeta de “Le ceneri di Gramsci” prima di venire ritrovato ucciso sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975. Anche in questo caso alcuni detrattori lamentano l’assenza di un taglio filmico volto a raccontare lo spessore ed il pensiero pasoliniano, il tormento interiore ed intellettuale che ha lasciato il segno nella sua e nella nostra epoca.
Noi lasciamo ai nostri ascoltatori la possibilità di giudicare i due film alla loro uscita: “Pasolini” il 25 settembre, “Il giovane favoloso” il 16 ottobre.

Il giovane favoloso

Il giovane favoloso

Pasolini

Pasolini

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