Tag

, , , , , , , , , , , , , , ,

Di nuovo uno spunto di lettura nella puntata odierna di Poesia Domani (come sempre in onda alle 11.15 su Radio Domani) e parliamo di uno dei personaggi più divertenti ed atipici della poesia italiana contemporanea, cioè l’apolide Francesco Forlani: casertano di nascita, napoletano d’adozione universitaria, parigino di cuore, storica firma della rivista letteraria online «Nazione Indiana», ora vive a Torino da dove si irradia la sua poliedrica attività culturale. Forlani infatti non si occupa soltanto di poesia ma anche di narrativa (Parigi, senza passare dal via, la sua ultima fatica pubblicata da Laterza), oltre ad essere un valente conduttore radiofonico con la sua trasmissione Cocina Clandestina sull’emittente RGP.
Il consiglio di lettura che vi diamo è il volume Il peso del Ciao, uscito per la casa editrice L’Arcolaio due anni fa per raccogliere, dopo più di un ventennio di silenzio poetico, i versi dedicati all’amore ma non solo prodotti negli ultimi anni in un’intensa attività multimediale, soprattutto attraverso i social network, facebook in particolare. Ne esce fuori un libro ibrido, che risente di influenze e sperimentazioni fatte nel tempo, il cui filo comune è rappresentato dall’humour giocoso ma anche tagliente che Forlani mette nei testi, di cui è un esempio il titolo della silloge (che allude al mitico motorino degli anni Ottanta) oppure, tra gli altri, quello della sezione Poesie della TIM (per una ricarica telefonica), e che dimostra che desacralizzare la poesia non è certo peccato, anzi l’avvicina a chi la legge e forse anche a chi la scrive. Tutto questo senza che l’autore si senta investito di particolari capacità o compiti, semplicemente lasciando aperte le porte della pagina e permettendo alla poesia di sentirsi libera, anche di alzare una zampa e farla all’angolo della strada.

PERCHÉ IL GIORNALISTA CHIEDE AL POETA DA DOVE GLI VENGA L’ISPIRAZIONE

E ricordo. La sfida dei campi – corri!
e la canzone per l’amica – i primi pianti
come un riverbero della prima infanzia
l’amore dei fratelli ha un nome in comune
un segno d’istinto e senso d’immune presenza

E ricordo. Il pomeriggio breve della spiaggia
la luce come si deve e la sabbia – di Scauri
come pellicola d’istanti, linee di corpi muti
l’amore dei fratelli ha la terra in comune
un’orma resistente al vento e all’acqua, rabbia

E ricordi. Il filo di voce, il coro – guarda!
Dividersi il banco della chiesa – di sant’Antonio
come una banda, tra i pensieri accesi al cero
e senza i fratelli non c’è cielo comune
tenersi la mano ed una volta tanto in pace andare

Con i ricordi

Francesco Forlani

Francesco Forlani

Annunci