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Ultimo, freddissimo giorno dell’anno 2014 e torniamo dopo le feste con la nostra rubrica Poesia Domani (anche se on air torneremo mercoledì prossimo, 7 gennaio 2015, sempre alle 11.15 su Radio Domani). Torniamo per ringraziare i nostri ascoltatori per averci seguito fedelmente da maggio in queste 38 puntate (riascoltabili in podcast da questo link), in cui abbiamo provato a raccontare cosa sia la poesia, a cosa ci fa bene, e come, quando e dove possiamo nutrirci di versi nella nostra regione Marche e nel limitrofo Abruzzo. Tra consigli di lettura, concorsi, reading, presentazioni, spettacoli, corsi di scrittura creativa, performance musical-cinematografico-artistico-letterarie di vario genere abbiamo viaggiato nel mondo della poesia per ben sette mesi, e per ringraziare ed augurare a tutte e tutti un buon 2015, foriero di speranza e di bellezza, dedichiamo un testo di Pablo Neruda:

IL GIORNO DI CAPODANNO

Il primo giorno dell’anno
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte lo andiamo a ricevere
come se fosse un esploratore
che scende da una stella.

Come il pane, assomiglia al pane di ieri.
Come un anello a tutti gli anelli.
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline,
lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia
e poi, lo avvolgerà nell’ombra.
Eppure,
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire, a sperare.

Pablo Neruda

Pablo Neruda

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