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Arriva anche oggi come tutti i mercoledì la nostra rubrica Poesia Domani (in onda alle 11.15 su Radio Domani) portandovi in dono un consiglio di lettura che arriva da non troppo lontano, precisamente da Roma. Parliamo infatti di Antonella Anedda, una delle principali e più stimate donne della poesia italiana, nata a Roma ma di origini sarde, vive a cavallo tra Lazio e Sardegna lavorando contemporaneamente come insegnante all’Università della Svizzera italiana di Lugano.
La sua attività di militanza intellettuale l’ha portata a collaborare con giornali e riviste di prestigio come «Poesia» e «Nuovi Argomenti», e ad una partecipazione attiva ed intensa alla vita letteraria del nostro Paese. Numerose le sue pubblicazioni, in versi e non: l’esordio è nel 1992 con la raccolta Residenze invernali per la casa editrice Crocetti, seguita da numerose altre sillogi fino alla recente Salva con nome e al saggio narrativo Isolatria, passando per una delle testimonianze più efficaci della sua poetica, Notti di pace occidentale, edita sedici anni fa da Donzelli, da cui traiamo questo breve ed intenso esempio:

Vedo dal buio
come dal più radioso dei balconi.
Il corpo è la scure: si abbatte sulla luce
scostandola in silenzio
fino al varco più nudo – al nero
di un tempo che compone
nello spazio battuto dai miei piedi
una terra lentissima
– promessa

Antonella Anedda

Antonella Anedda

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