Mi viene ricordato che sono otto anni, ed allora festeggiamo con un vecchio ricordo:

accettare l’inverno

il fruscio secco della luce
attraversa ogni ramo
stormisce tra le ciglia
scantonando dietro le pupille
al bordo delle impressioni
un mattino inalato a fondo
raschia di tosse
le traiettorie sbieche
di cori natalizi a tangere la terra
che disfa sotto al gelo
brucia l’attesa in angoli di silenzio
dove accettare l’inverno

sulla strada rovina ogni proposito
nessun’abside ad accogliere preghiere
volatili come foglie attardate
a stuzzicare il vento

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