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Per questa settimana, che vedrà nel suo finale un’importante festa per tutta la Nazione, Poesia Domani, durante questo insolito appuntamento di giovedì, tuttavia sempre alla solita ora, alle 11.15, sulle frequenze di Radio Domani, vi porta un suggerimento per trascorrere in maniera poetica la serata, uscendo anche con l’intento di visitare una delle principali piazze abruzzesi e sfidando il ritorno delle temperature fresche non proprio primaverili.
In Piazza della Rinascita a Pescara, si svolge oggi 23 aprile la ricca manifestazione Pescaraleggeperché, creata per onorare la Festa Mondiale del Libro che proprio in questa giornata viene celebrata, e la chiusura notturna, alle ore 23, sarà affidata alla divertente gara del Poetry Slam d’Abruzzo. Come sempre, saranno gli scrittori in versi a cimentarsi in un’avvincente competizione in cui avranno a disposizione alcuni minuti per performare i loro testi e convincere la giuria, estratta a sorte tra il pubblico, di essere i più bravi. Per poter prendere parte a questo gioco, che si dimostra come sempre un modo semplice ma interattivo di fare ed ascoltare poesia, potete scrivere all’indirizzo poetryslam.abruzzo@gmail.com, non prima di aver letto le regole di partecipazione cliccando qui.
Vogliamo chiudere questa puntata dedicando un pensiero al 25 aprile e alla Festa della Liberazione, ricordando i 70 anni di libertà democratica dell’Italia con un testo del grande scrittore Dino Buzzati:

APRILE 1945

Ecco, la guerra è finita.
Si è fatto silenzio sull’Europa.
E sui mari intorno ricominciano di notte a navigare i lumi.
Dal letto dove sono disteso posso finalmente guardare le stelle.
Come siamo felici.
A metà del pranzo la mamma si è messa improvvisamente a piangere per la gioia,
nessuno era più capace di andare avanti a parlare.
Che da stasera la gente ricominci a essere buona?
Spari di gioia per le vie, finestre accese a sterminio,
tutti sono diventati pazzi, ridono, si abbracciano,
i più duri tipi dicono strane parole dimenticate.
Felicità su tutto il mondo è pace!
Infatti quante cose orribili passate per sempre.
Non udremo più misteriosi schianti nella notte
che gelano il sangue e al rombo ansimante dei motori
le case non saranno mai più cosi ‘ immobili e nere.
Non arriveranno più piccoli biglietti colorati con sentenze fatali,
Non più al davanzale per ore, mesi, anni, aspettando lui che ritorni.
Non più le Moire lanciate sul mondo a prendere uno
qua uno là senza preavviso, e sentirle perennemente nell’aria,
notte e dì, capricciose tiranne.
Non più, non più, ecco tutto;
Dio come siamo felici

Pescara legge perché

Pescara legge perché

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