il ramo ti batte la faccia quando la protezione cede cautela e il fregio delle conseguenze infrange la scalata, il reiterarsi placido del suolo spinto alle spalle. le orbite si comprimono su lacrime che avresti sganciato in un atto di estremo, sperato arrivederci, ma ammutolisce la scena d’intorno, lecci e cornioli ciondolano senza vociare sul tuo capo flesso. accendi la torcia ché la notte incespica sul giorno e tu non puoi permetterti altrettanto, solo ti permettono una piega, una rotazione in cerca di strada di cui nutrirti e un bagliore di saluto alla cima del tramonto.

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