Cari affezionate ed affezionati, con l’arrivo del fresco autunnale, ritorna, dopo una sospensione per l’afa agostana e settembrina, la nostra rubrica Poesia Domani che si rinnova uscendo dall’etere (e con questo salutiamo con affetto l’amica Angela Speca che ci ha accompagnato per un anno e mezzo e grazie alla quale nacque allora questo appuntamento settimanale) e continuando a proporvi ogni mercoledì (giorno che vince non si cambia) idee, letture, appuntamenti e proposte per un momento della nostra vita all’insegna della poesia.
Oggi ci concentriamo su un giovane ma affermato e riconosciuto poeta emiliano, Luca Ariano, che pochi mesi fa ha dato alle stampe Ero altrove, per i tipi della casa editrice Le Voci della Luna: si tratta del secondo capitolo di un’opera di ampio respiro, un romanzo in versi che abbraccia e descrive con tersa commozione umana e civile la terra dell’autore, ma soprattutto i personaggi che la animano. Come già nel precedente Contratto a termine, in cui erano comparse per la prima volta le storie di Fiulin, dell’Emilio (con l’articolo, come usa nel Nord vissuto dall’autore), Ariano osserva le frane quotidiane di una realtà che si sgretola nella sua autenticità, cedendo alle infiltrazioni di un divorante e apparente progresso, ma che invece sprofonda i protagonisti in un baratro più morale che materiale.
Sta qui la forza ideale di un’opera caratterizzata, oltre che da un sicuro e sorvegliatissimo impianto stilistico, da un robusto carattere etico, di resistenza irriducibile allo smantellamento della qualità di esistenze sì semplici, ma che intessono la narrazione di un’epica minore e tuttavia indimenticabile nella sua emblematica condivisibilità con tutti noi.

Il barbone del bar Monza
ciondola tra una chiesa razionalista,
bancomat e banconi da bere.
Dicono sia stato bancario…
medico… giocatore di poker.
Il mare non così lontano,
nemmeno dalla balaustra lo guarda
e il suo volto è un rosso vespro.
Quelle ville – un tempo dimore di signori -ai piedi di colline boscose,
sono residenze per anziani e nuovi ricchi,
accanto a quartieri emigranti.
Per Fiulin il mare quadrettato è un ricordo
stanco, come i giorni dell’Andrea
che mai vivrebbe altrove;
a Teresa la sua roa è seccata in fretta,
forse finirà tra le pagine di un libro,
senza rispuntare come in una pellicola
americana in bianco e nero.

Luca Ariano - Ero altrove

Luca Ariano – Ero altrove

Advertisements