mi hai brasato gli occhi mangiandone solo le orbite, lasciate nelle mani speranze spolpate a sembrare carezze che il tuo digiuno da me non può farmi digerire. io mi svello addormentata tra le sfere dell’amore da qualsiasi cielo che tu mi volesti imprimere addosso, alla veste del martirio non potrei rinunciare neanche volessi. le parole mi cadono a terra fiorendo sul nulla, senza nutrimento dalla tua fronte, carnefici silenzi che la luce del sol dell’avvenire riesce solo ad ancor più accecare.

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