In questa puntata di Poesia Domani intendiamo anche noi dare un segno, un piccolo contributo dedicato alle stragi di venerdì scorso a Parigi. Come già detto attraverso i social network, la denuncia della radicalizzazione della lotta tra Daesh e Occidente è senza appello, poiché travalica ogni forma di lotta per la libertà o l’indipendenza portata avanti in altri scenari geopolitici, e si configura come una volontà di distruzione ideologica (e non religiosa) attraverso l’assassinio premeditatamente indiscriminato, imponendo il terrore come cifra esistenziale a chi non ha deciso azioni di guerra, militare o economica, molto disinvolte contro poteri altrettanto disinvolti nell’uso della violenza. In questo mondo martoriato dalla nuova contrapposizione tra fondamentalismo islamico e occidente capitalista, andato a sostituire la vecchia cara guerra fredda Usa/Urss, la voce della poesia deve alzarsi forte e decisa nella proposta di una visione alternativa, pacifica, di confronto e reciproca accettazione che porti ad un tentativo di convivenza. Per questo oggi vi lanciamo un segnale, una lettura che stimoli la riflessione sulla guerra, grazie al poeta statunitense Michael Palmer:

COSTRUZIONE DEL MUSEO

Nel cratere che trovammo di fianco alla strada
qualcosa sarebbe entrato alla fine

Nomi che vedemmo pronunciati nel giardino sul retro

Nella sabbia trovammo una tavoletta

Nei crateri delle bombe
che sono intelligenti potremmo trovare una mano

È la mano che scrive
la mano che sogna un cratere

a sinistra e a destra di ciascuna mano

La mano è chiamata giorno-nella-notte
per via dei frammenti colorati che stringe

Non pronunciamo mai la parola deserto
e la sabbia non scorre fra le dita

di questa mano che dimentichiamo
essere nostra

Potremmo dire, la Memoria ha operato una selezione,
e pensare il corpo, ora, come un corpo alterato

incorniciato da pozzi o mura in fiamme.

Quanto rumore fanno le parole
scrivendosi

[da Sette poesie dentro una matrice da guerra [Seven Poems Within a Matrix for War]
da At passages (1995) – traduzione di Andrea Raos]

Michael Palmer

Michael Palmer

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